giovedì 19 luglio 2012

L'invasione degli Ultrapetty/10


[mi faceva fatica girare la foto. comunque il petty in questione è attaccato a una tenda.]

martedì 17 luglio 2012

La pronuncia è importante

Sento parlare di terapia di tipo biofeedback [pron. baiofìdbec] alla radio.
Manca poco vado a sbandare con l'auto ricordandomi che mimadre ha fatto un trattamento del genere l'anno scorso, e che solo dopo molti mesi ho scoperto qual era il vero nome di questa metodologia riabilitativa.
Prima di scoprire che di biofeedback si trattava (sentendone parlare da altri, chiaramente), ecco i nomi che gli sono stati dati:

biofibèc
baiofìsbec
baiofibèc
biobèc
fisiobèc
e il mio preferito, il più semplice e lapidario, quello che veniva utilizzato più spesso: fiobèc.





martedì 10 luglio 2012

La persistenza della memoria

"Ho preferito [rispetto alle tue indicazioni] regalarti qualcos'altro [un oggetto], perché volevo che fosse qualcosa che ti rimane."

Quante volte s'è sentita una frase così, detta a noi o ad altri?
Un oggetto rimane; i soldi necessari per fare un viaggio non rimangono, vengono consumati durante il viaggio e non tornano a casa.

Ma ogni oggetto è deperibile, consumabile, destinato a finire nel cestino, o peggio nel dimenticatoio. Quante cose tra quelle che abbiamo ci servono davvero? Quante sono invece qualcosa in più, che ci serve come "ricambio" per non farci venire a noia "sempre la stessa roba"?

Un'esperienza di vita, una storia da raccontare, una raccolta di ricordi da conservare con cura, a cui riandare con la mente nei momenti di sconforto, son forse più deperibili di un orologio personalizzato?

Forse il riferimento a "qualcosa che ti rimane" è solo un'altra maniera di definire il consumismo, il gusto per gli oggetti, per il possesso di sempre più roba. Ma è solo la mia opinione, e mi potrei sbagliare...

L'invasione degli Ultrapetty/7