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martedì 24 settembre 2013

Il funerale delle celebrità

Dopo la visione di Big Fish, di Tim Burton.

Alka: pensa, allora forse anche al funerale di tua madre presenzieranno tutti  i personaggi della sua fantasia: Tronchetti Trovera, Annina Karenìna, il Ghivo, la Prancesca, la Patrìlucìcristì-anna [quando non le viene il nome di qualcuno, prima prova a chiamarlo con tutti i nomi a lei familiari], il cane Birillo, che poi è anche il suo cane [invece è il cane dei vicini, ma siccome il nostro cane viene soprannominato Birilli, ebbe a dire una volta ai vicini: "anche il nostro si chiama Birillo, cioè, ecco, no, insomma"], tutti sullo stesso treno proveniente da Camerina di Camerota!


mercoledì 3 luglio 2013

Scoprire l'Ingegneria - Pistoia, 11-12-13 ottobre 2013

"Del dottore hanno tutti considerazione e rispetto: è quello che ti mette le mani addosso; dell'avvocato pure, anzi hanno timore: è quello che ti toglie dai guai; ma l'ingegnere, la gente sa una sega di quello che fa".

Per risolvere questo annoso problema, illustratomi nel lontano 2001 da un ingegnere che mi doveva consigliare se iscrivermi alla facoltà di ingegneria, abbiamo pensato di organizzare "Scoprire l'Ingegneria", una mostra - convegno che si terrà a Pistoia, in piazza del Duomo e locali attigui nei giorni 11-12-13 ottobre 2013.

L'abbiamo organizzata noi, della Commissione Giovani dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Pistoia, con lo scopo di rispondere ad una domanda mai soddisfatta, di quelle che non fanno prendere sonno all'uomo della strada: "ma l'ingegnere cosa fa? di cosa si occupa? in cosa consiste il suo lavoro?"

Bene: risponderemo a questa domanda su più fronti, dall'ingegneria civile a quella ambientale, da quella meccanica a quella dell'informazione, e saremo divulgativi e didattici che di più non si può.
La mostra prevederà anche la visita guidata per i ragazzi delle scuole medie: se la comprensione della nostra professione e della nostra mostra è alla loro portata, è alla portata di tutti!

Vi aspettiamo dunque nei giorni 11-12-13 ottobre a Pistoia in piazza Duomo con installazioni interattive, modellini, pannelli espositivi, seminari, convegni, e altre soprese che verranno svelate strada facendo dal nostro bellissimo sito internet. Ah, e potete seguirci anche su facebook, ovviamente.


giovedì 28 marzo 2013

L'educazione francese

Suggestionata dalla lettura delle recensioni e del primo capitolo di questo libro (devo ancora afferirmelo), mi trovo a parlare con un amico francese dei temi ivi trattati.

Ade: ma te cosa ne pensi di questa educazione? Ti ricordi di quando eri piccolo?
Arnaud: io mi ricordo che almeno fino a 10 anni sono andato a dormire alle 20. E poi mi ricordo che i bambini non partecipavano alle serate degli adulti. I bambini venivano sempre spediti a letto. Scene come quelle che ho visto ieri sera mi sono sembrate incredibili. [la sera prima era stato a cena da italiani con una bimba di 4 anni che è stata presente per tutta la serata, e alle 1 di notte era ancora sveglia che guardava cartoni in tv]

Non ho altre domande, Vostro Onore.


venerdì 1 marzo 2013

Il pesce puzza sempre dalla testa. Ma spesso lo fa solo nel tempo tra una sentenza e un'altra.

Testo Unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, D. Lgs. 81/2008.

art. 17 - Obblighi del datore di lavoro non delegabili: la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento previsto dall'art.28.
art. 18 - Obblighi del datore di lavoro e del dirigente: 
h) adottare le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato ed inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa.
t) adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell'evacuazione dei luoghi di lavoro.
art. 28 - Oggetto della Valutazione dei Rischi [elaborazione del DVR, Documento di Valutazione dei Rischi di cui all'art. 17], comma 2): il documento di cui all'art. 17, redatto a conclusione della Valutazione, deve avere data certa e contenere:
b) l'indicazione delle misure di prevenzione e protezione e dei dispositivi di protezione individuali adottati a seguito della Valutazione di cui all'art.17 [...].
c) il programma [...] per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli sicurezza.
d) l'individuazione delle procedure per l'attuazione delle misure da realizzare, nonché dei ruoli dell'organizzazione aziendale che vi devono provvedere [...].

"Dolo eventuale - omicidio volontario": per l'amministratore delegato ThyssenKrupp si trattava del verdetto in I grado. La motivazione affermava che il datore di lavoro nella figura dell'A.D., in qualità di responsabile senza possibilità di delega della salute e sicurezza dei lavoratori, ha accettato il rischio a cui sottoponeva i lavoratori, non garantendo le adeguate misure di protezione e sicurezza. Così facendo, consapevole delle proprie responsabilità, ha accettato l'eventualità del danno a carico dei lavoratori, fino all'estremo caso della morte. 

In II grado il giudizio è stato mutato (attenuato) in "colpa cosciente - omicidio colposo"

martedì 10 luglio 2012

La persistenza della memoria

"Ho preferito [rispetto alle tue indicazioni] regalarti qualcos'altro [un oggetto], perché volevo che fosse qualcosa che ti rimane."

Quante volte s'è sentita una frase così, detta a noi o ad altri?
Un oggetto rimane; i soldi necessari per fare un viaggio non rimangono, vengono consumati durante il viaggio e non tornano a casa.

Ma ogni oggetto è deperibile, consumabile, destinato a finire nel cestino, o peggio nel dimenticatoio. Quante cose tra quelle che abbiamo ci servono davvero? Quante sono invece qualcosa in più, che ci serve come "ricambio" per non farci venire a noia "sempre la stessa roba"?

Un'esperienza di vita, una storia da raccontare, una raccolta di ricordi da conservare con cura, a cui riandare con la mente nei momenti di sconforto, son forse più deperibili di un orologio personalizzato?

Forse il riferimento a "qualcosa che ti rimane" è solo un'altra maniera di definire il consumismo, il gusto per gli oggetti, per il possesso di sempre più roba. Ma è solo la mia opinione, e mi potrei sbagliare...

mercoledì 27 giugno 2012

Punti di vista

Quando ero studentessa, o più genericamente in passato, di tante cose che non sapevo, del futuro che mi attendeva, mi ero fatta una pur vaga idea: di vaghe idee mi sono cibata con fiducia per anni.
Poi col tempo ho sostituito tanti fatti ad altrettante idee, e via via mondo si allargava intorno a me.

Ripenso con tenerezza a quei tempi, mi vedo come dentro un piccolo recinto nel quale mi prendo cura delle mie piccole cose, in attesa di aprire il cancello ed uscire, armata di tutte le mie belle doti.
Stavo meglio quando non sapevo, però mi sembrava di sapere; mi sentivo insoddisfatta, protesa freneticamente verso un futuro pieno di promesse; eppure, rivista da qui, quella mi pare una persona felice. Felice nell'ignoranza, nella fiducia in un Meglio che perlopiù non esisteva.

Forse solo a me certi ricordi fanno questo effetto?

mercoledì 15 febbraio 2012

Cominciamo bene

Abbiamo cominciato con:
Lenzuola di misto lino bianche ricamate a mano
Tovaglie con tovaglioli di stoffa sempre abbinati (e usati)
Asciugamani di spugna solo bianchi o color corda
Piatti e posate "belli" usati "da tutti i giorni" (anche perché non ne abbiamo altri)
Utensileria di Giannini a 13 euro il pezzo
Coperta invernale in lana e seta, mica quei cosi sintetici che fanno le scintille al buio
Cestina del pane in vimini

Ora, vediamo quanto dura...
Però se tra qualche anno passando da casa nostra vi capita di vedere scottex in tavola o biancheria di flanella coi cuccioli o i pupazzoni, per favore, rapiteci e abbandonateci in un posto introvabile.

lunedì 16 gennaio 2012

Dimme Rotonda, nun me di' Pantheon

Domenica pomeriggio, ore 17:55.
Stiamo per entrare nel Pantheon, il mitico luogo dove per 3 anni e oltre ho detto di voler entrare "ma tanto c'è ancora tempo, ci passiamo davanti tante volte, poi a visitarlo ci voglion 10 minuti".
Appena entrati, do uno sguardo d'insieme, allibita.
Ade: "Ma come hai pensato di non portarmici, fino ad oggi? Come facevamo a venire via da Roma senza essere stati qua, dentro a questa meraviglia?"
Alka: "Corri! Vieni a vedere! Due signori non li fanno entrare perché hanno un canino, offriamoci di far loro da dog sitter e noi entriamo più tardi!"
Ade: "Sì dai andiamo a vedere il canino!"

Usciamo, ci proponiamo come dog sitters ai proprietari di questo tenerissimo maltese, loro giustamente ci guardano diffidenti e rifiutano l'aiuto "non vi preoccupate, grazie del pensiero, fa lo stesso". Mentre son lì che dico: "ma che carino questo bichon-frisé!" - "No guardi è un maltese...", la guardia sulla porta improvvisamente inizia a gridare:
Guardia: "Signori avvicinatevi subito all'uscita, il Pantheon per oggi è chiuso!"
Ade: "No! Aspetti, mi faccia entrare 5 minuti! 1 minuto! La prego! Non l'avevo ancora visto!"
Guardia: "Ormai per oggi è tardi... Torni un'altra volta."
Ade: "Non posso, è l'ultima volta che vengo a Roma, non avrò altre occasioni, la prego sia buono!"

[ulteriori 2 o 3 insistenze, poi:]

Vecchietta: "E allora ce torni a Roma, no?"
Ade: "Senta signora!, ho fatto tanto per venir via, ho penato 4 anni, ora proprio a Roma nun ce torno stia tranquilla!"

Nel frattempo passa quell'altro sullo sfondo.
Ade: "MALEDETTO! ACCIDENTA A TE E LE TUE IDEE DEL CAZZO DEI CANI ALTRUI!!!"

(peraltro, doppiamente scemi noi, che avremmo dovuto ricordare il celebre episodio)

mercoledì 14 dicembre 2011

La verità è sempre attuale

"Meglio lo stato è costituito, più gli affari pubblici prevalgono su quelli privati nello spirito dei cittadini. Vi sono anche molto meno affari privati, perché, dato che la somma della felicità comune costituisce la porzione più considerevole di quella dell'individuo, costui ha meno interesse a ricercarla nelle cure private.
In un paese ben condotto ciascuno vota nelle assemblee; sotto un cattivo governo, nessuno vuol fare un passo per recarvisi, perché nessuno si interessa di ciò che vi si fa, dato che si presume che la volontà generale non vi dominerà e perché in fine le preoccupazioni domestiche assorbono ogni cosa. Le buone leggi ne fanno fare delle migliori, le cattive ne conducono delle peggiori. Non appena qualcuno dice, "che m'importa?" si deve far conto che lo Stato sia perduto."

Jean-Jeacques Rousseau, "Il contratto Sociale", 1762

lunedì 12 dicembre 2011

Caro Monti, ti volevo anche dire un'altra cosa

Egregio Sig. Monti,
lei ci ha parlato di una manovra economica all'insegna di "Rigore, Equità, Crescita". Analizziamo in dettaglio i punti.

[1] Rigore: servono tanti quadrini e alla svelta, ma non per farci qualcosa che serva al popolo italiano, bensì a ripianare il "buco" che c'è nei conti dello Stato, nell'economia a livello macroscopico, a ricuperare punti sullo spread (così ci dite). Il rigore sta nel fatto che i soldi vengono tolti a noi ma non ci vengono resi: darci questa fregatura senza neanche un pensierino pur minimo a noi che questi soldi ce li siamo dovuti sudare, questo è rigore.

[2] Equità: per non scontentare nessuno, avete deciso di colpire tutti. L'aumento delle accise sui carburanti, l'aumento dell'IVA al 23%, la reintroduzione dell'ICI sulla prima casa (la quale ricordiamo ancora una volta è la casa nella quale si vive, casa che non è fonte di reddito) sono tre misure di aggravio fiscale dalle quali nessuno può scappare, nenche i poveracci, che ormai sono una fetta sempre maggiore della popolazione; di qui appunto l'equità.

[Ah! ora ricordo! Avete anche ulteriormente tassato dell'1,5% i capitali rientrati tramite il condono valutario. Intanto, chissà che ci guadagnate con solo l'1,5%; poi non è molto "corretto" cambiare le carte in tavola con queste persone che - pur se evasori e quindi idealmente non più di tanto meritevoli di correttezza - hanno riportato i soldi in Italia a delle condizioni stabilite prima. Forse era meglio lasciar stare tutto com'era, ed evitare ai più di ricordare questo bel regalo che il precedente governo ha fatto a questi signori l'anno scorso.]

[3] Crescita: come conseguenza di [1] + [2] ...Ah sì?!

lunedì 5 dicembre 2011

Caro Monti ti scrivo

Egregio Sig. Mario Monti,

abito in un piccolo paese di provincia dove, Lei si immaginerà, ci conosciamo un po' tutti.
Al mio paese abita una famiglia piuttosto in vista, che conduce una florida attività commerciale, di cui molti compaesani si servono.
Il successo da essi conseguito con la propria abilità imprenditoriale permette ai membri di questa famiglia di possedere, elenco esemplificativo e non esaustivo del loro parco auto, una Mercedes Classe E, un Range Rover Sport, una Fiat 500. L'importo complessivo dei tre acquisti sarebbe sufficiente per comprare un piccolo appartamento, qui dove vivo io; ma forse lei mi dirà che in provincia i prezzi sono bassi...!
E' stato inoltre osservato da molti compaesani che i membri di questa famiglia, e specialmente la signora, acquistano il proprio abbigliamento soltanto nelle boutiques più esclusive e prestigiose della nostra città, ed inoltre tale abbigliamento subisce consistenti e sistematici rinnovi ad ogni cambio di stagione.
Non le sto a dire, poi, della quantità di gioielli che vediamo addosso a questa signora, ogni giorno! Ce ne sarebbe per comprarsi un'utilitaria, a detta dei più fini d'occhio.

Ecco, signor Monti, c'è però in tutto questo una cosa che non riesco a capire: ricorda la storia delle dichiarazioni dei redditi 2005 pubblicate su internet? Si venne a sapere, in quell'occasione, che tale famiglia dichiarava per il 2005, un imponibile di circa 10 000 €.

Ora, noialtri compaesani, nell'ignoranza e nel provincialismo che ci distingue, fummo tuttavia in grado di porre in correlazione diretta detti 10 000 € e, che so, tanto per dire, una Mercedes Classe E, e di rilevare l'esistenza di una qualcerta incongruenza.
Certo, le conclusioni che se ne potrebbero trarre sarebbero fin troppo semplici, tali da offendere l'intelligenza di chi ha conseguito anni e anni di studi e perfezionamento in materia di economia e finanza.

...Molto meglio alzare di altri due punti l'IVA; da misure come questa apprezziamo l'effettiva caratura intellettuale e la competenza della attuale squadra di governo.

Cordialità,

Adelaide

venerdì 2 dicembre 2011

Ridateci quel coso per imparare a ricamare, perdio!


Camillo Langone, sedicente giornalista di un ancor più sedicente quotidiano di cui ometterò il titolo per ragioni di buon gusto e rispetto nei vostri confronti, titolo che tra l'altro vilipende uno dei più grandi valori dell'umanità - ma ricordando Victor Hugo, "la gente pagherebbe per vendersi", quindi spesso quel valore è tale più sulla carta che nella realtà -, dicevo, Camillo Langone (ora non posso scriverlo un'altra volta altrimenti potrei dover aver bisogno urgente del pitale) sostiene che la natalità italiana può risollevarsi facendo smettere di studiare alle donne e tenendole in casa a sfornare lasagne e figlioli.

Ma non lo dice mica lui, attenzione! "Lo dicono le statistiche"!

Ovvero: se la donna va all'università, e poi deve ingranare nel mondo del lavoro (...), e poi fare un po' carriera perché magari una non studia all'università per ricoprire una mansione che poteva ricoprire anche con il diploma, nel frattempo gli anni passano e la donna non può più avere figli perché si sa, gli anni fertili corrispondono a quelli in cui fare carriera.

Tutta questa tirata pro-natalità presuppone ovviamente che i figli siano roba da donne. Ovvero, passati i primi 4 - 6 mesi in cui il bambino va allattato quotidianamente (ma ricordiamo che esiste il tiralatte, e quindi non per tutti e 4 - 6 i mesi la donna deve fisicamente essere lì accanto al bambino che succhia), l'accudimento "non alimentare" del neonato spetta comunque alla donna.
Questo perché si esclude - ovviamente! - la possibilità che gli uomini stiano a casa a guardare i propri figli. Cosa che per esempio in Norvegia succede regolarmente: esiste il congedo di paternità dopo quello di maternità, e il padre è quasi obbligato a prenderlo per permettere alla madre di tornare a lavorare. Babbi che stanno a casa dal lavoro per un anno dopo la nascita del figlio sono all'ordine del giorno, in Norvegia (cfr. puntata di Report del dicembre 2010).

Quando intervistano le donne di successo sulle riviste chiedono loro "come fa a conciliare lavoro e famiglia"; mai che facciano questa domanda agli uomini: tanto ai propri figli ci pensa la loro moglie.

Insomma il teorema del succitato prevede questo: "donne! Se ce la fate a fare carriera e figli contemporaneamente, bene (ma quanto sono generoso, valà); altrimenti lasciate perdere la carriera e fate solo i figli".

"Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito".

martedì 29 novembre 2011

Che bella giornata...

In questa giornata da incorniciare la scelta del momento più significativo e più bello è veramente ardua:

- quando la pietra dell'anello di fidanzamento (...) si è sfilata dal castone, facendomi vivere un paio di minuti di sudorini finché non l'ho ritrovata per le scale?
- quando ho portato il cane a fare pace con la cagna che ha forse messo incinta, profondendomi in scuse e raccomandazioni col padrone, mentre dentro di me lo mandavo a spagliare?
- quando ho riletto 50 pagine di una tesi di dottorato in inglese mentre contemporaneamente partecipavo a un corso di formazione e aggiornamento?
- quando mi è stato detto che la raccomandata che ero riuscita con tanta fatica a spedire negli Stati Uniti, che doveva arrivare il prima possibile, è tornata indietro perché il destinatario non era in casa (caXXo ma addirittura ritornare in Italia? Lasciarla in giacenza all'ufficio postale non usa negli USA?) ?
- o forse si merita il premio assoluto il torcicollo che da stamani mi sta paralizzando, quello per il quale non riesco neanche a lavarmi i denti?

venerdì 18 novembre 2011

Richieste molto particolari

Mimadre, da sempre impiegata rampante figlia degli anni '80 anche se è in pensione dal 2003, ha sempre rifiutato di essere una buona cuoca, anche dopo la pensione.
Ora però che c'è questa Maledetta Parodi, tutte ai fornelli...!

Ricetta torta all'ananas - "...per finire guarnite la torta con noci e fette di arancia."
White Mary: "ti ho scritto anche gli ingredienti per la torta, sulla lista della spesa! Comprameli mi raccomando!"

"...
- ananas in scatola
- zucchero
- noci
- fette di arancia"

mercoledì 16 novembre 2011

Una ovvietà, ma giova sempre ricordare

Ade: "ma secondo te, il ministro [ormai ex!] Romani che manda a fanculo un ragazzo che lo contestava per strada... Ma che gliene fregava ?! Voglio dire con tutti i soldi che guadagna, soldi dei nostri, tutti i privilegi, etc... Poteva anche lasciare correre, tanto ha vinto lui. No?"

Alka: "scusa ma come ti aspettavi? Non l'hai ancora capito chi sono, come sono, questi qui? Sono lì, anzi son stati messi lì da chi ben sai, mica perché son politici, statisti, ma neanche brave persone: quelli sono sgherri, son come picciotti mafiosi, come i bravi di Don Rodrigo, gente che se non fossero parte del codazzo di B. sarebbero nelle piazze a manganellare come negli anni '70..."

lunedì 26 settembre 2011

Neologismi (o anche neurologismi)

"Ecco... Io non riesco mai a sentire il momento preciso in cui il gancio fa lo schiantino..."

Mimadre, mentre si aggancia un orecchino

venerdì 26 agosto 2011

Diamo i numeri

Compilando un cruciverba...

VERTICALE 4 LETTERE - "stato dell'Asia blablabla" - ok, "Irak".

[...]

ORIZZONTALE 4 LETTERE - incrocia la k finale di Irak, e k diventa la sua iniziale; le altre 3 lettere sono O,V,E: "il numero più grande che si può scrivere con una cifra sola".
O che numero è "kove"? Mai sentito...

sabato 20 agosto 2011

Desideri inespressi

12 agosto scorso, dopo cena, in giardino, sto guardando le stelle.

Alka (arrivando da dentro casa): Ciao! Come va? Quante persone sono già morte?
Ade: ???
Alka: hai visto delle stelle cadenti? Hai espresso dei desideri, no?

martedì 16 agosto 2011

Nove mesi di...

Ah dolci gioie della maternità, immortalate dalla musica, dalle arti figurative e dalla letteratura, nei secoli dei secoli!
Dal pondo ascoso di non mi ricordo più chi (sarà stato quel bacchettone di Manzoni), a per lui io comprerò sacchetti di pop corn di Filippo Neviani in arte Nek (chi può averlo dimenticato), diventare genitori è sempre stato un evento che ha ispirato miriadi di commoventi, tenere, indicibili espressioni di giubilo.

Ma niente poté tutto questo al cospetto della celestiale esternazione di mia cognata (attualmente nel settimo mese di gravidanza), al cospetto della quale cherubini e serafini si inchinano intonando le più pure note et gaudiose, e tutti noi giustamente ridimensioniamo tutta l'arte finora esalata dall'unione di ovulo e spermatozoo:

"Mi schianta la buzza".

(ame.)