martedì 9 febbraio 2010

Ricetta schiacciata alla fiorentina


Note: questo è il tipico dolce di carnevale fiorentino. Oltre ovviamente ai cenci (crostoli, frappe, chiacchiere...) che però sono un po' tipici di ogni dove. Si può lasciare vuoto oppure tagliare a metà orizzontalmente e farcire con panna montata zuccherata (usate zucchero a velo, non semolato!), crema pasticciera, crema al cioccolato...

Amalgamate 1 vasetto di yogurt agli agrumi con, nell’ordine, 1 uovo, il succo di 1 arancia, 150 grammi di zucchero, 4 cucchiai di olio di oliva o di mais, una bustina di lievito per dolci e infine 300 grammi di farina.
Foderate una tortiera di carta da forno precedentemente bagnata e strizzata, in modo che aderisca bene alle pareti. Versatevi il composto e cuocete a 180° per 30 minuti.
Spolverizzate di zucchero a velo.

[Sarebbe opportuno e molto scenografico decorare la superficie con il giglio fiorentino, proprio come si fa qui in Toscana: scaricate l'immagine, stampatela, attaccatela a un cartoncino con la colla stick, poi ritagliate il giglio accuratamente. Appoggiate il giglio al centro della torta e poi spolverizzate con lo zucchero a velo. E adesso, massima delicatezza nel rimuovere il cartoncino, sollevandolo verticalmente]

giovedì 4 febbraio 2010

Da rivedere 2001 volte

Ho appena finito di rivedere "2001 - A space Odyssey".
Data la mostruosa lunghezza del film (e io di solito non sopporto i film più lunghi di 100 minuti) mi ero proposta di guardare al ffw le parti puramente "descrittive": ovvero quelle lunghe scene in cui la musica e le immagini la fanno da padrone, ma in pratica non "succede" alcunché. Così, facendo un preventivo, avrei dovuto impiegare 1 ora anziché 2 ore e 20. E' andata a finire che ho impiegate più di 2 ore e mezzo.
Che ve lo dico a fare: la potenza di suggestione di quelle scene che volevo tagliare va ben oltre la mia volontà di passarle rapidamente. Credo che se fossero state infarcite di messaggi subliminali, avrebbero potuto convincermi a fare di tutto e di più!

Kubrick a proposito di questa sua creatura ha commentato:
« Se qualcuno ha capito qualcosa, ciò significa che io ho sbagliato tutto. »
Ecco, in effetti la scena finale non l'ho capita: chi di voi può dire di esserci riuscito? Ma a me va bene prenderla per quello che è: una serie di immagini suggestive e simboliche (?), e non capirla affatto.

lunedì 1 febbraio 2010

Domanda retorica

Dati di ingresso:
Tornate a casa di sabato sera. E abitate davanti a un ristorante, in una zona prettamente residenziale, come già è stato detto in post precedenti. C'è ampio spazio per parcheggiare ma uno stronzo qualsiasi ha lasciato la sua macchina davanti a metà del vostro cancello, così che per entrare dovete fare mille manovre e rischiare di strisciare la vostra auto con la sua.

Fatto:
Fate quelle mille manovre e riuscite a entrare.

Conclusione:
Almeno un "ricordino", vergato con le chiavi di casa, glielo lascerete sulla carrozzeria, no?

giovedì 28 gennaio 2010

Lui sì che aveva capito tutto

What really knocks me out is a book that, when you're all done reading it, you wish the author that wrote it was a terrific friend of yours and you could call him up on the phone whenever you felt like it. That doesn't happen much, though.

J.D. Salinger, The Catcher in the Rye

Ricetta crocchette di cavolfiore

Note: ideale da fare con cavolfiore avanzato. Ricetta economica e che risolve un pasto!

per 4 persone

Lessate in acqua salata a bollore un piccolo cavolfiore al quale avrete tolto le foglie esterne più dure (quelle interne invece tenetele). Scolatelo e lasciatelo raffreddare completamente.
In una terrina mescolate il cavolfiore sbriciolato con una forchetta, 2 uova sbattute, 4 cucchiai di farina, 3 cucchiai di parmigiano grattugiato, sale, pepe, formando un impasto piuttosto denso. Prelevate l’impasto a cucchiaiate e friggetelo in una padella con 3 dita di olio per friggere bollente. Se le crocchette non formano degli agglomerati compatti durante la cottura, ma tendono a disgregarsi, significa che bisogna aggiungere farina all’impasto. Quanta, è difficile stabilirlo: dipende dalla grandezza delle uova e del cavolfiore.
Rigirate le crocchette quando sul lato cotto si sarà formata una crosticina dorata; ci vorranno alcuni minuti per parte. Scolatele su carta assorbente, e solo alla fine salatele.

venerdì 22 gennaio 2010

Storia di un gatto viaggiatore

[Riassunto dall'articolo pubblicato su Il Giornale del 21/01/2010]

La proprietaria aveva cominciato a preoccuparsi qualche anno fa, vedendolo tornare ogni santo giorno dopo diverse ore senza un graffio e senza un morso, anzi sereno e contento. Un giorno, seguendo le sue orme, Mrs. Sue Finder agguantò il proprio gatto mentre tentava di salire sul bus numero 3, che ferma proprio davanti alla casa della signora. A quel punto l'autista scese e, con garbo ma fermezza, chiese alla legittima proprietaria (a lui ignota) perché volesse vietare al micio il suo giro quotidiano a bordo del pullman. Fu così che la signora Finder scoprì dove andava ogni giorno il suo gatto, e come mai tornasse così pacifico e sereno. "Amava molto le persone: evidentemente seguiva la gente che saliva sull'autobus davanti casa e si beava di restare assieme a loro per tutto il tempo del viaggio".
La storia del "gatto pendolare" ha fatto il giro dell'Inghilterra l'anno scorso, quando da Plymouth, città di origine del felino viaggiatore, si è sparsa la notizia; e il felino in questione, Casper il suo nome, è diventato una vera celebrità. Tanto che l'altro giorno, non vedendolo salire a bordo del bus, qualcuno ne ha chiesto notizie.
Purtroppo il caro Casper è stato investito da un automobilista che non gli ha nemmeno prestato soccorso. "Non avrò mai più un gatto simile" ha detto una Sue depressa e piangente all'Herald Tribune di Plymouth. "Un gatto così amante delle persone, così rispettoso ed educato".
Casper, una volta salito sul bus, era solito mettersi seduto se c'era un posto libero, oppure girare con la coda frusciante tra le gambe dei viaggiatori che gli dispensavano montagne di carezze, alle quali lui rispondeva spesso con poderose fusa. Una volta al capolinea, era la volta degli autisti: altre coccole, e cibo. Fino a quando, al ritorno, il bus fermava davanti alla sua casa e Casper scendeva dando prima una occhiata alle spalle, come ringraziasse per il giretto e per la compagnia.
"Addio Casper, sei stato un gran gatto" ha riassunto per tutti un anonimo passeggero del bus n°3.

martedì 19 gennaio 2010

E' meglio sbagliare, qualche volta?

Tutti possono sbagliare, anche lavorando. Se sbagli lavorando, in qualche lavoro è un problema grave, in qualche altro lavoro lo è meno.
Se sbaglia il medico a operare?
Se sbaglia il progettista a calcolare le strutture?
Se sbaglia l'avvocato a difendere l'innocente?

...E se sbaglia il boia?! O_o