domenica 8 novembre 2009

Pancotto di cipolle

Note: con la stessa ricetta, ma sostituendo la cipolla con pomodori, si può preparare la pappa col pomodoro. I pomodori andranno lavati, sbucciati, strizzati per eliminare la maggior parte dei semi e infine tagliati a tocchetti.

per 4 persone

Soffriggete uno spicchio d’aglio in un tegame con olio d’oliva, poi toglietelo e aggiungete 300 grammi di cipolla rossa affettata sottilissima. Fate stufare (insomma, cuocere) a fuoco basso e pentola coperta per 10 minuti.
Poi aggiungete 8 fette di pane tipo toscano raffermo spezzettate e un litro di brodo vegetale, o comunque la quantità sufficiente a ricoprire tutto il pane.
Il brodo vegetale si può preparare anche versando un litro di acqua calda e un dado vegetale sulle fette di pane.
Per pane toscano si intende un filone, di solito da mezzo kg o un kg, di pane "semplice", fatto di farina acqua e lievito, senza grassi e senza sale. Vanno bene anche pani tipo "siciliano", "pugliese", insomma tutti i pani con l'aspetto tradizionale del pane. Sconsigliati quindi i panini all'olio, al burro, i filoncini "alla francese", etc.
Aggiungete sale e pepe, mescolate vigorosamente durante tutta la cottura per favorire l’assorbimento del brodo da parte del pane e quindi il completo sbriciolamento di quest’ultimo, al fine di creare una zuppa densa. La cottura durerà il tempo necessario a fare assorbire tutto il brodo e a raggiungere la densità desiderata.
Servite nei piatti ed innaffiate con olio di oliva e qualche goccia di aceto balsamico, infine parmigiano grattugiato.

martedì 3 novembre 2009

Sbagliato odiare i piccioni: sono eroi

Riporto con estrema commozione il riassunto di un articolo pubblicato da Il Giornale qualche settimana fa.

Li combattiamo in tutte le maniere, perché sporcano, perché portano le malattie, perché rompono le balle. Eppure la storia ci insegna che i piccioni meritano tutt'altro rispetto.

Paddy era un piccione nato a Carnlough, Irlanda, che alle 8:15 del 6 giugno 1944 partì dalle coste del nord della Francia alla volta dell'Inghilterra, per portare le prime notizie sullo Sbarco di Normandia. Paddy era in forze alla RAF (Royal Air Force), ed era uno tra i più giovani dei 30 messaggeri alati aggregati alla Prima Divisione statunitense. Quel giorno di giugno Paddy coprì le 230 miglia che lo separavano dalla base di Hampshire in meno di 5 ore, portando notizie strategiche per gli alleati, ma anche ambite dai Tedeschi che avevano liberato nei cieli i loro falchi addestrati. Non ci fu storia: il piccione Paddy, con volo veloce e basso sul mare, fregò gli artigli della falconeria della Luftwaffe. Paddy visse altri dieci anni, per poi morire tra le mani del suo proprietario, il capitano Andrew Huges, non prima di essere stato insignito di una onorificenza al valore militare. Una targa nel porto della sua città natale ricorda tuttora le sue eroiche gesta.

Dal 1943 ad oggi tale decorazione al valore militare è spettata complessivamente a 32 piccioni; per quanto riguarda la Prima Guerra Mondiale, l'eroe indiscusso fu Cher Ami.
Un giorno di ottobre del 1918, il maggiore statunitense Whittlesey e 500 dei suoi uomini erano rimasti intrappolati in una depressione delle colline francesi. Il fuoco amico non sapeva dove erano i soldati, e nel giro di una giornata già la metà di loro era andata perduta sotto il fuoco amico e nemico. Il maggiore diede un bacio a Cher Ami e lo liberò; nel canestrino attaccato alla zampa portava il seguente messaggio: "We are along the road parallel to 276,4. Our own artillery is dropping a barrage directly on us. For heaven's sake, stop it".
I Tedeschi lo videro in volo e aprirono il fuoco, ma il piccolo e Caro Amico volò sempre più su, oltre la portata della "contraerea", e raggiunse gli alleati col suo prezioso messaggio: aveva perso un occhio, un'ala, una zampa era staccata dal corpo. I medici lottarono per giorni per farlo sopravvivere e i Francesi, saputa la sua storia, lo insignirono della Croce di Guerra.
... I colombi ebbero un ruolo strategico nelle due Guerre, e se ne incontrate uno ai bordi della via, ricordatevi di Paddy e di Cher Ami e toglietevi il cappello.

Era dai tempi degli anatroccoli di Konrad Lorenz che non mi venivano i lucciconi agli occhi per storie del genere. Ora quasi quasi, a quei colombi che si sono annidati nella gronda di casa mia e mi scacazzano sul marciapiede ogni giorno, gli porto un po' di becchime. Sniff!

sabato 31 ottobre 2009

Notizie da Ginevra

Cern di Ginevra, il mega acceleratore di particelle, Lhc, riprenderà gli esperimenti: "Stiamo cercando di unire la carica del caffè piu l'energia del cioccolato."

(postata da un mio amico su Facebook)

Su!

Quando Charles Monroe Schulz cominciava a stare così così, alla fine degli anni '90, si raccomandò (e lasciò scritto nel testamento) che nessuno proseguisse la sua opera a nome suo. Così la mia collezione cronologica dei Peanuts sta purtroppo per diventare completa (per ora hanno pubblicato fino al 93, 94, una cosa così).
Se anche Walt Disney avesse avuto una pensata del genere oggi, finito (?) il comunismo, non ci sarebbe un altro Impero del Male, più insidioso perché apparentemente innocuo, che gode di sempre miglior salute: The Walt Disney Company. Date un'occhiata qua, per esempio.

Dopo i primi 10 minuti di "Up" ero già quasi alle lacrime, perché questi maledetti ci conoscono meglio di noi stessi, e sanno maledettamente bene quello che ci piace e che ci emoziona; e oltretutto ce lo sanno raccontare in modo che ci emozioni ancora di più.
Hai voglia a dire che è solo "intrattenimento": questi qua hanno una forza di persuasione che dobbiamo solo sperare non si mettano in testa di rifare il comunismo, o il nazismo, o che non diventino tutti fondamentalisti kamikaze. Nel qual caso ci ritroveremmo tutti coi candelotti attaccati al giropancia, senza sapere chi ringraziare, ma prontissimi a farci esplodere.

martedì 27 ottobre 2009

Ricetta torta salata portoghese

Note: si ringrazia Eduardo Pinto per la ricetta. Lui ovviamente c'aveva messo anche un ingrediente speciale, che voi se volete potrete aggiungere: l'ammmòre.
Tomix, ricordi se manca niente? A me mi pare la ricetta fosse questa.

Stendete un rotolo di pasta sfoglia pronta, comprensiva della carta da forno su cui era arrotolata, su una teglia da forno.
Lavate e tagliate a metà 1 peperone, togliete il picciolo e i semi, poi suddividetelo in strisce e poi in dadini.
Lavate due pomodori maturi, tagliateli a metà per orizzontale, strizzateli leggermente per far uscire la maggior parte dei semi, poi tagliateli a dadini.
Disponete le verdure sulla base di sfoglia.
Rompete 2 uova in un piatto, aggiungete sale e pepe, poi rompete i tuorli e amalgamate appena il bianco col rosso, ma solo un minimo, in modo che ci siano ancora chiazze di due colori nel miscuglio.
Versate le uova sulle verdure, coprite con un altro rotolo steso di pasta sfoglia pronta, premete sui bordi per fare aderire i due strati, infine infornate a 180° per mezz’ora. Servite tiepida.

domenica 18 ottobre 2009

Chi è il vero musicista?

Recentemente leggevo una giustamente positiva recensione del nuovo album dei Pearl Jam, mi pare su XL o su Repubblica, che poi è la stessa. Vi si diceva che l'uscita di un nuovo album di studio è per i PJ il pretesto per partire con un nuovo tour. Cioè i PJ hanno come principale scopo quello di suonare davanti al pubblico, più che di incidere le canzoni. Ovviamente senza canzoni non c'è niente da suonare, ma credo che ci si sia capiti.
Domanda: un musicista (in caso suoni musica autoscritta, escludendo quindi i meri interpreti, che son comunque musicisti pure loro) può essere soltanto un bravo compositore ed "esecutore in studio"? Si può dire che un musicista è "completo" se sa scrivere, suonare,...e per quanto riguarda esibirsi davanti al pubblico?

La mia opinione è che un musicista si possa definire un artista bravo e completo solo se la propria musica la sa suonare e interpretare bene specialmente davanti al pubblico, ovvero nella situazione "non controllata", fuori dallo studio di registrazione, in cui deve essere sempre buona la prima.
Intanto perché il musicista deve essere in grado di reggere la tensione che scaturisce dall'aspettativa di molte persone che gli puntano gli occhi addosso. Deve sapere sostenere la situazione, insomma. Poi perché se uno è bravo, deve esserlo specialmente nelle situazioni difficili. E poi anche perché l'artista, quando è apprezzato dal proprio pubblico, ha il dovere di offrirsi allo stesso, quindi di tributargli lo spettacolo che esso si merita.

Insomma, l'artista ha successo grazie al pubblico che lo ascolta, quindi secondo me fare i dischi, metterli in vendita, e poi non dare sufficienti possibilità ai tuoi estimatori di vederti dal vivo è un po' da stronzi.

Questo per dire che se Britney Spears fa 2 spettacoli in Italia, uno a Milano e uno a Roma, lo posso anche capire: musicalmente è quasi del tutto inconsistente, il 90% del prodotto è costituito da video patinati dove emergono prima di tutto tette (rifatte), culo, capelli biondi (tinti), trucco, parrucco, vestiti, macchinoni, maschioni libidinosi, secondariamente musichette estremamente corrette e limate intorno ai limiti vocali e compositivi (?) della suddetta. Insomma di musica c'è proprio il giusto, e il succo della faccenda è già sufficientemente espresso dai videoclip. Se anche in pochi vedranno il concerto, tutti gli altri perderanno poco.

Però i Kings of Convenience potevano suonare anche a Firenze o Bologna, eh?! E se dovevano suonare a Roma, dovevano farlo proprio di mercoledì?!

Parlando di Scandinavia e dintorni

Cacchio, ma quanto mi piacciono i Kings of Convenience. Dopo aver virtualmente consumato l'hd a forza di ascoltare gli mp3 del loro primo album, dopo avere amato giustamente anche il loro secondo album, ecco che esce un altro album e mi piace assai anche questo. Sì, è vero che non aggiunge niente a quanto già detto, ma allora? Continua a dire cose molto belle, vi pare poco?

I Kings of Convenience provengono dalla Norvegia, Ikea dalla Svezia, Lego dalla Danimarca. Questa triplice origine scandinava di alcune tra le mie cose preferite mi spingerebbe a pensare che i paesi del Nord Europa siano dei bei posti dove vivere, perché chi vive là riesce a fare cose molto buone. E poi si sa che la Danimarca è il posto dove la qualità della vita è migliore al mondo (e non contestatemi questa verità assoluta perché lo sanno anche i sassi). E poi guardate questo: non vi fa venire voglia di mettere in valigia quel che càpita e partire?
Eppure il cibo fa schifo, la gente è inospitale, fa sempre freddo e a certe latitudini si hanno pure 6 mesi di sole / 6 mesi di buio ogni anno.
Stai a vedere che solo in condizioni difficili viene fuori il meglio dell'umanità! Bah!