"The American Kennel Club asked a group of dog-owning women if they could think of any traits that were lacking in their men but present in their dogs. The women thought of plenty, including, my dog is always in a good mood, my dog is eager to eat my cooking, my dog inspires me to excercise, and my dog is always up for cuddling on the couch."
dalla pagina odierna del 365 Dogs Page-a-day Calendar, Workman Publishing.
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martedì 1 febbraio 2011
venerdì 22 gennaio 2010
Storia di un gatto viaggiatore
[Riassunto dall'articolo pubblicato su Il Giornale del 21/01/2010]
La proprietaria aveva cominciato a preoccuparsi qualche anno fa, vedendolo tornare ogni santo giorno dopo diverse ore senza un graffio e senza un morso, anzi sereno e contento. Un giorno, seguendo le sue orme, Mrs. Sue Finder agguantò il proprio gatto mentre tentava di salire sul bus numero 3, che ferma proprio davanti alla casa della signora. A quel punto l'autista scese e, con garbo ma fermezza, chiese alla legittima proprietaria (a lui ignota) perché volesse vietare al micio il suo giro quotidiano a bordo del pullman. Fu così che la signora Finder scoprì dove andava ogni giorno il suo gatto, e come mai tornasse così pacifico e sereno. "Amava molto le persone: evidentemente seguiva la gente che saliva sull'autobus davanti casa e si beava di restare assieme a loro per tutto il tempo del viaggio".
La storia del "gatto pendolare" ha fatto il giro dell'Inghilterra l'anno scorso, quando da Plymouth, città di origine del felino viaggiatore, si è sparsa la notizia; e il felino in questione, Casper il suo nome, è diventato una vera celebrità. Tanto che l'altro giorno, non vedendolo salire a bordo del bus, qualcuno ne ha chiesto notizie.
Purtroppo il caro Casper è stato investito da un automobilista che non gli ha nemmeno prestato soccorso. "Non avrò mai più un gatto simile" ha detto una Sue depressa e piangente all'Herald Tribune di Plymouth. "Un gatto così amante delle persone, così rispettoso ed educato".
Casper, una volta salito sul bus, era solito mettersi seduto se c'era un posto libero, oppure girare con la coda frusciante tra le gambe dei viaggiatori che gli dispensavano montagne di carezze, alle quali lui rispondeva spesso con poderose fusa. Una volta al capolinea, era la volta degli autisti: altre coccole, e cibo. Fino a quando, al ritorno, il bus fermava davanti alla sua casa e Casper scendeva dando prima una occhiata alle spalle, come ringraziasse per il giretto e per la compagnia.
"Addio Casper, sei stato un gran gatto" ha riassunto per tutti un anonimo passeggero del bus n°3.
La proprietaria aveva cominciato a preoccuparsi qualche anno fa, vedendolo tornare ogni santo giorno dopo diverse ore senza un graffio e senza un morso, anzi sereno e contento. Un giorno, seguendo le sue orme, Mrs. Sue Finder agguantò il proprio gatto mentre tentava di salire sul bus numero 3, che ferma proprio davanti alla casa della signora. A quel punto l'autista scese e, con garbo ma fermezza, chiese alla legittima proprietaria (a lui ignota) perché volesse vietare al micio il suo giro quotidiano a bordo del pullman. Fu così che la signora Finder scoprì dove andava ogni giorno il suo gatto, e come mai tornasse così pacifico e sereno. "Amava molto le persone: evidentemente seguiva la gente che saliva sull'autobus davanti casa e si beava di restare assieme a loro per tutto il tempo del viaggio".
La storia del "gatto pendolare" ha fatto il giro dell'Inghilterra l'anno scorso, quando da Plymouth, città di origine del felino viaggiatore, si è sparsa la notizia; e il felino in questione, Casper il suo nome, è diventato una vera celebrità. Tanto che l'altro giorno, non vedendolo salire a bordo del bus, qualcuno ne ha chiesto notizie.
Purtroppo il caro Casper è stato investito da un automobilista che non gli ha nemmeno prestato soccorso. "Non avrò mai più un gatto simile" ha detto una Sue depressa e piangente all'Herald Tribune di Plymouth. "Un gatto così amante delle persone, così rispettoso ed educato".
Casper, una volta salito sul bus, era solito mettersi seduto se c'era un posto libero, oppure girare con la coda frusciante tra le gambe dei viaggiatori che gli dispensavano montagne di carezze, alle quali lui rispondeva spesso con poderose fusa. Una volta al capolinea, era la volta degli autisti: altre coccole, e cibo. Fino a quando, al ritorno, il bus fermava davanti alla sua casa e Casper scendeva dando prima una occhiata alle spalle, come ringraziasse per il giretto e per la compagnia.
"Addio Casper, sei stato un gran gatto" ha riassunto per tutti un anonimo passeggero del bus n°3.
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