Visualizzazione post con etichetta varie ed eventuali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta varie ed eventuali. Mostra tutti i post

mercoledì 3 luglio 2013

Scoprire l'Ingegneria - Pistoia, 11-12-13 ottobre 2013

"Del dottore hanno tutti considerazione e rispetto: è quello che ti mette le mani addosso; dell'avvocato pure, anzi hanno timore: è quello che ti toglie dai guai; ma l'ingegnere, la gente sa una sega di quello che fa".

Per risolvere questo annoso problema, illustratomi nel lontano 2001 da un ingegnere che mi doveva consigliare se iscrivermi alla facoltà di ingegneria, abbiamo pensato di organizzare "Scoprire l'Ingegneria", una mostra - convegno che si terrà a Pistoia, in piazza del Duomo e locali attigui nei giorni 11-12-13 ottobre 2013.

L'abbiamo organizzata noi, della Commissione Giovani dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Pistoia, con lo scopo di rispondere ad una domanda mai soddisfatta, di quelle che non fanno prendere sonno all'uomo della strada: "ma l'ingegnere cosa fa? di cosa si occupa? in cosa consiste il suo lavoro?"

Bene: risponderemo a questa domanda su più fronti, dall'ingegneria civile a quella ambientale, da quella meccanica a quella dell'informazione, e saremo divulgativi e didattici che di più non si può.
La mostra prevederà anche la visita guidata per i ragazzi delle scuole medie: se la comprensione della nostra professione e della nostra mostra è alla loro portata, è alla portata di tutti!

Vi aspettiamo dunque nei giorni 11-12-13 ottobre a Pistoia in piazza Duomo con installazioni interattive, modellini, pannelli espositivi, seminari, convegni, e altre soprese che verranno svelate strada facendo dal nostro bellissimo sito internet. Ah, e potete seguirci anche su facebook, ovviamente.


martedì 17 luglio 2012

La pronuncia è importante

Sento parlare di terapia di tipo biofeedback [pron. baiofìdbec] alla radio.
Manca poco vado a sbandare con l'auto ricordandomi che mimadre ha fatto un trattamento del genere l'anno scorso, e che solo dopo molti mesi ho scoperto qual era il vero nome di questa metodologia riabilitativa.
Prima di scoprire che di biofeedback si trattava (sentendone parlare da altri, chiaramente), ecco i nomi che gli sono stati dati:

biofibèc
baiofìsbec
baiofibèc
biobèc
fisiobèc
e il mio preferito, il più semplice e lapidario, quello che veniva utilizzato più spesso: fiobèc.





mercoledì 27 giugno 2012

Punti di vista

Quando ero studentessa, o più genericamente in passato, di tante cose che non sapevo, del futuro che mi attendeva, mi ero fatta una pur vaga idea: di vaghe idee mi sono cibata con fiducia per anni.
Poi col tempo ho sostituito tanti fatti ad altrettante idee, e via via mondo si allargava intorno a me.

Ripenso con tenerezza a quei tempi, mi vedo come dentro un piccolo recinto nel quale mi prendo cura delle mie piccole cose, in attesa di aprire il cancello ed uscire, armata di tutte le mie belle doti.
Stavo meglio quando non sapevo, però mi sembrava di sapere; mi sentivo insoddisfatta, protesa freneticamente verso un futuro pieno di promesse; eppure, rivista da qui, quella mi pare una persona felice. Felice nell'ignoranza, nella fiducia in un Meglio che perlopiù non esisteva.

Forse solo a me certi ricordi fanno questo effetto?

sabato 28 gennaio 2012

In chiesa

Lasciamo stare se uno ci crede o no, se uno ci entra perché vuol prendere una messa o per ripararsi dalla pioggia. Ma provate a entrare in una chiesa, una di quelle belle chiese romaniche buie, tutte umide di pietra; o di quelle barocche, accecanti nel loro splendore d'oro e stucchi; o una di quelle pievi di campagna con la facciata grezza.
Mettetevi a sedere e pensate cosa è stata la vita nel medioevo o giù di lì, quando molte di queste chiese sono state costruite. Ritmi di vita lenti, sempre regolati dalle stagioni; a letto quando fa buio, freddo d'inverno intorno a un focolare e fresco d'estate a dormire in un fienile; un unico pasto giornaliero, consumato intorno a una tavolaccia di legno massiccio; niente rumori, niente fretta, niente pensieri in testa. Un vestito buono per la domenica, uno poco buono per tutti i giorni. Il rintocco delle campane, la musica sacra coi cori polifonici, solo in chiesa; le edicole lungo il ciglio delle strade, con le icone sempre adorne di fiori e candele.
La vita monastica consumata tra riflessione, lavoro manuale, silenzi e preghiera.

Io entrando in chiesa penso anche a tutto questo, e provo un sentimento di pace, come di chi si chiude alle spalle una porta che lo protegga da un rumore assordante.

" le cose tristi, la musica girovaga, i canti d'amore cantati dai vecchi nelle osterie, le preghiere delle suore, i mendicanti pittorescamente stracciati e malati, i convalescenti, gli autunni melanconici pieni di addii, le primavere nei collegi quasi timorose, le campagne magnetiche, le chiese dove piangono indifferentemente i ceri, le rose che si sfogliano su gli altarini nei canti delle vie deserte in cui cresce l'erba... "
(Corrado Govoni, poeta crepuscolare, 1904)

martedì 29 novembre 2011

Che bella giornata...

In questa giornata da incorniciare la scelta del momento più significativo e più bello è veramente ardua:

- quando la pietra dell'anello di fidanzamento (...) si è sfilata dal castone, facendomi vivere un paio di minuti di sudorini finché non l'ho ritrovata per le scale?
- quando ho portato il cane a fare pace con la cagna che ha forse messo incinta, profondendomi in scuse e raccomandazioni col padrone, mentre dentro di me lo mandavo a spagliare?
- quando ho riletto 50 pagine di una tesi di dottorato in inglese mentre contemporaneamente partecipavo a un corso di formazione e aggiornamento?
- quando mi è stato detto che la raccomandata che ero riuscita con tanta fatica a spedire negli Stati Uniti, che doveva arrivare il prima possibile, è tornata indietro perché il destinatario non era in casa (caXXo ma addirittura ritornare in Italia? Lasciarla in giacenza all'ufficio postale non usa negli USA?) ?
- o forse si merita il premio assoluto il torcicollo che da stamani mi sta paralizzando, quello per il quale non riesco neanche a lavarmi i denti?

giovedì 14 luglio 2011

Botanica fotografica

Ore 5:42, stamani, via sms.

Chico: buondì, hai ovviamente tutto il mio odio per la sveglia a questo orario antelucano. Ma te lo ricordavi che io sono sprovvisto di digitale? M'è venuto il dubbio ieri sera andando a letto...

Ade: Digitale Purpurea?

Chico: leccamelo

giovedì 23 giugno 2011

Parla l'intenditore

A una festa.

Alka: Chiara, ma il catering di questa festa è lo stesso del tuo matrimonio [8 mesi prima]?
Chiara: sì!, perché?!
Alka: ho riconosciuto l'arista.

venerdì 27 maggio 2011

Personaggi in via di estinzione

Due episodi della scorsa settimana, per la serie: "Chi farà questi mestiere quando questi uomini non ci saranno più?".

Finalmente trovo il nome e l'indirizzo di un tornitore nella mia città; ovvero, uno che da una barra liscia possa ricavarmi una vite con la filettatura che voglio io.
Il tornitore in questione non ha insegna, solo un cartoncino attaccato sulla porta, molto piccolo, dove è scritto non il nome bensì il soprannome, e solo quello. L'officina è un anfratto buio e umido in una stradina stretta del centro storico.
Dentro c'è il genere di sporcizia che ci si aspetta di trovare in una officina meccanica che non viene pulita da decenni. In fondo alla stanza c'è una poltrona coi braccioli di legno, rivestita da una coperta di lana a quadri scozzesi, e un vecchio televisore collegato a un lettore dvd. Il lettore sta leggendo un cd live di Dexter Gordon, e sul tavolinetto accanto torreggia una serie di cd di musica jazz, principalmente sassofonisti, come Gillespie, Armstrong.
Mentre il tornitore - uomo anziano, ca va sans dire - tornisce la mia vite, a un certo punto mi fa:
- Lo sa che è più fine a vederla che a sentirla?
- Ah, si riferisce al modo di parlare, immagino...
- ...L'ha viste come sono, quelle della sua età?
- Cioè vuol dire che fanno finta di essere raffinate o perbenino e poi non hanno mai aperto un quotidiano... brave nei modi e ignoranti nella sostanza?
- Allora quello che le ho detto lo può prendere come un complimento.


Poco più in là del tornitore c'è uno storico biciclettaio, anche lui senza insegna, ma più visibile, perché comunque ha un'ampia vetrina su una strada principale. Stessa tipologia di negozio: lungo, stretto, buio, umido, e più si va avanti, più è sporco. Anche il bicilettaio è un uomo anziano.
Entro per sapere se ha una bicicletta da donna usata. Ci addentriamo sempre più verso stanze successive, alla ricerca di ferri vecchi. Arrivati nell'ultimo cunicolo, vedo e sento uno scartocciare per terra, proprio nell'ultimo angolo in fondo. Un topo nero (perlomeno nella semioscurità mi è parso nero) ci vede arrivare, e come reazione si infila in un buco nel muro, un buco come quello dei cartoni animati, fatto con l'arco a sesto pieno.
- Ehi ma... Dico... l'ha visto?! C'è un topo, qui!
- Eh?
- Dico, un topo!
- Uh. No, biciclette usate, e un m'è rimasto nulla.

lunedì 11 aprile 2011

Il segreto della vita (uno dei) è avere la risposta pronta

Venerdì sera entro nella Gelateria dei Medici, in via dello Statuto, a Firenze. I gusti sono infiniti e tutti favolosi, sicché mentre mi decido la signora che mi serve mi chiede se può servire il cliente successivo. Ella si presenta come una specie di Samantha di Sex and the City, ma più simpatica, oserei dire cordialissima; bionda, cotonata, vestita leopardata. Le dico senz'altro di sì e mi appresto a scegliere.
Nel frattempo si libera un'altra inserviente, che mi dà quindi il gelato richiesto - per dovere di cronaca: fiordarancio, più una specie di Buontalenti, più una specie di mou e noccioline caramellate.

Per chiarezza, prima di andarmene mi rivolgo alla signora leopardata dicendole che il gelato me l'ha già dato un'altra.
Allora ella, che era di spalle, si volta, mi dà una rapida occhiata, mi fa un sorrisone e mi benedice con un inaspettato, irripetibile, cinguettante:

"Che tesoro!"

Ecco, questa è stata una di quelle rare volte in cui non ho avuta neppure una vaga idea di cosa rispondere. Me ne sono andata, forse senza salutare, dimentica perfino del gelato che avevo in mano.

martedì 16 novembre 2010

Separati alla nascita

Alka ha appena iniziato a farsi la barba, quindi ha la metà inferiore della faccia ricoperta di schiuma.
Irrompe Mattia (due anni appena compiuti) in bagno e accusa: "Sittinano! Dov'è lo Zio Dando?!"

In effetti, a ben vedere...

domenica 24 ottobre 2010

Siam toscani, si fa per ridere...

A grande richiesta, le mie due barzellette preferite, da citare sempre insieme e in questa successione.

1) Un uomo entra in un caffè: splash!
2) Un uomo entra nei Guns 'n' Roses: Slash!

lunedì 13 settembre 2010

Calcetto a turni

Messaggi di posta interna tra colleghi maschi, dentro a una grande azienda italiana qualsiasi.

Impiegato 1: "Organizziamoci per giocare una sera a calcetto, la prossima settimana! Quelli che vogliono partecipare rispondano alla mail indicando i giorni disponibili: il primo giorno più votato verrà scelto per giocare."
Impiegato 2: "Io ci sono! A me va bene giovedì"
Impiegato 3: "Contatemi per venerdì"
Impiegato 4: "A me va bene lunedì"
...
Impiegato N: "mi pare di prevedere su questa partita di calcetto dei vincoli alla Ladyhawke..."

martedì 31 agosto 2010

Rag. Pupazzi Ugo

Al rientro dalle ferie, novità sulla pulsantiera dei citofoni a Roma.

Alka: "Ah, guarda! Hanno sostituito la targhetta sbagliata sul campanello. Hanno aggiunto la T che mancava a Dolmetta. Bravi. [prima c'era scritto Dolmeta]"
Ade: "Eh sì. Bravi."



Bravi, sì, però...

domenica 7 marzo 2010

La prossima volta mi porto il cartoncino del Tavernello da casa

Dopo un agghiacciante visione del nuovo film di Martin Scorsese, Shutter Island, andiamo a bere una cosa in un localino accanto a piazza Unità d'Italia. Così, per tranquillizzarci un po' prima di andare a dormire.
Nel locale troviamo una comitiva di sguaiati che cantano col karaoke, e poca altra gente.

Mi avvicino al bancone:
Ade: "mi fai un cosmopolitan per favore?"
Cameriera: "aspetta che guardo se ho la roba per farlo"
Torna dopo poco, e la risposta è no.
Ade: "allora fammi un daiquiri!"
Cameriera: "aspetta che guardo se ho la roba per farlo"
Torna dopo poco, e la risposta è no.
Ade (tono ironico): "vabbè almeno la menta per fare il mojito ce l'avrete"
Torna dopo poco, e la risposta è no.
Ade: "ma insomma, non c'è niente da bere qui?!"
Cameriera: "posso farti un americano..."
Ade: "ma un americano alle una?! Diobono ma è un aperitivo! Fammi almeno una vodka pesca e lemon tonic"
Cameriera: "aspetta che guardo se ho la roba per farlo"
Torna dopo poco, e la risposta è no. C'è solo vodka al melone, che con la lemon tonic non ha niente a che fare.
Ade: "ma non ho capito, qual è il problema?"
Cameriera: "eh, che ieri era venerdì, e quindi ci manca tanta roba, e poi ci sono questi qua che hanno bevuto tutto..."
Ade: "Diobono ma oggi è sabato, i negozi erano aperti, e poi insomma fate questo di mestiere..."
Cameriera: "aspetta che ti chiamo il titolare sentiamo se ti può preparare qualcosa lui"
Principale: "dimmi cosa vuoi bere: vodka pesca lemon va bene?"
Ade: "perfetto, esatto! L'avevo già chiesta e non mi è stato detto che non c'è la vodka alla pesca... ma ce l'avete, quindi?!"
Principale: "non ti preoccupare, ci penso io"

Mi prepara una misteriosa mistura, me la porge, pago, assaggio: vodka al melone e lemon tonic.

mercoledì 3 marzo 2010

Scarborough Fair

A parte il fatto che non riesco a smettere di rivedere questo filmetto insulso, né riesco a ridimensionarlo come si merita da buon filmetto insulso. Mi ci sono affezionata, boh.
Ma oltretutto... Questa scena qui... Mi fa piangere!

lunedì 15 febbraio 2010

Something's gonna turn out right...

Domenica 5 luglio 2009 si realizza un sogno a lungo desiderato: il primo concerto di Brad Mehldau al quale assisto. L'appuntamento è all'Auditorium Parco della Musica, periferia di Roma. Brad Mehldau stavolta suona senza il suo trio, quindi il concerto consiste di brani suoi e cover illustri, al pianoforte solo.

Le cover di Mehldau sono ciò che secondo me lo caratterizza maggiormente come un artista straordinario: egli traspone in jazz i Beatles, i Radiohead, Nick Drake, e anche tutto quello che gli passa per la testa. E ti fa quasi pensare che addirittura le canzoni di Nick Drake (chitarrista acustico/cantante) siano più adatte per il piano che per la chitarra.

Insomma Brad arriva sul palco e attacca subito a suonare. Io non riconosco il brano col quale inizia, ma seguo con interesse. Ale a un certo punto si stupisce, colto dall'illuminazione: "ma questa è Got me wrong, degli Alice in Chains!"
Per circa 7 minuti sono letteralmente rapita. E mi sbalordirò successivamente, ascoltando la versione originale. Questa è la memorabile versione unplugged @ MTV. Ci vuole una gran fatica ad immaginarsi questa canzone al pianoforte solo....



Il contrasto tra le condizioni fisiche del cantante e la potenza, l'espressività che riesce comunque ad esprimere mi hanno stupito. Potrete forse immaginare quale fosse il problema di Layne Staley: era distrutto dall'uso smodato di eroina. E alla fine è anche riuscito in quello che prima o poi riesce ai tossicomani più disperati: è morto di overdose. Mi fa tanta tenerezza, tanta davvero...

giovedì 4 febbraio 2010

Da rivedere 2001 volte

Ho appena finito di rivedere "2001 - A space Odyssey".
Data la mostruosa lunghezza del film (e io di solito non sopporto i film più lunghi di 100 minuti) mi ero proposta di guardare al ffw le parti puramente "descrittive": ovvero quelle lunghe scene in cui la musica e le immagini la fanno da padrone, ma in pratica non "succede" alcunché. Così, facendo un preventivo, avrei dovuto impiegare 1 ora anziché 2 ore e 20. E' andata a finire che ho impiegate più di 2 ore e mezzo.
Che ve lo dico a fare: la potenza di suggestione di quelle scene che volevo tagliare va ben oltre la mia volontà di passarle rapidamente. Credo che se fossero state infarcite di messaggi subliminali, avrebbero potuto convincermi a fare di tutto e di più!

Kubrick a proposito di questa sua creatura ha commentato:
« Se qualcuno ha capito qualcosa, ciò significa che io ho sbagliato tutto. »
Ecco, in effetti la scena finale non l'ho capita: chi di voi può dire di esserci riuscito? Ma a me va bene prenderla per quello che è: una serie di immagini suggestive e simboliche (?), e non capirla affatto.

venerdì 22 gennaio 2010

Storia di un gatto viaggiatore

[Riassunto dall'articolo pubblicato su Il Giornale del 21/01/2010]

La proprietaria aveva cominciato a preoccuparsi qualche anno fa, vedendolo tornare ogni santo giorno dopo diverse ore senza un graffio e senza un morso, anzi sereno e contento. Un giorno, seguendo le sue orme, Mrs. Sue Finder agguantò il proprio gatto mentre tentava di salire sul bus numero 3, che ferma proprio davanti alla casa della signora. A quel punto l'autista scese e, con garbo ma fermezza, chiese alla legittima proprietaria (a lui ignota) perché volesse vietare al micio il suo giro quotidiano a bordo del pullman. Fu così che la signora Finder scoprì dove andava ogni giorno il suo gatto, e come mai tornasse così pacifico e sereno. "Amava molto le persone: evidentemente seguiva la gente che saliva sull'autobus davanti casa e si beava di restare assieme a loro per tutto il tempo del viaggio".
La storia del "gatto pendolare" ha fatto il giro dell'Inghilterra l'anno scorso, quando da Plymouth, città di origine del felino viaggiatore, si è sparsa la notizia; e il felino in questione, Casper il suo nome, è diventato una vera celebrità. Tanto che l'altro giorno, non vedendolo salire a bordo del bus, qualcuno ne ha chiesto notizie.
Purtroppo il caro Casper è stato investito da un automobilista che non gli ha nemmeno prestato soccorso. "Non avrò mai più un gatto simile" ha detto una Sue depressa e piangente all'Herald Tribune di Plymouth. "Un gatto così amante delle persone, così rispettoso ed educato".
Casper, una volta salito sul bus, era solito mettersi seduto se c'era un posto libero, oppure girare con la coda frusciante tra le gambe dei viaggiatori che gli dispensavano montagne di carezze, alle quali lui rispondeva spesso con poderose fusa. Una volta al capolinea, era la volta degli autisti: altre coccole, e cibo. Fino a quando, al ritorno, il bus fermava davanti alla sua casa e Casper scendeva dando prima una occhiata alle spalle, come ringraziasse per il giretto e per la compagnia.
"Addio Casper, sei stato un gran gatto" ha riassunto per tutti un anonimo passeggero del bus n°3.

martedì 19 gennaio 2010

E' meglio sbagliare, qualche volta?

Tutti possono sbagliare, anche lavorando. Se sbagli lavorando, in qualche lavoro è un problema grave, in qualche altro lavoro lo è meno.
Se sbaglia il medico a operare?
Se sbaglia il progettista a calcolare le strutture?
Se sbaglia l'avvocato a difendere l'innocente?

...E se sbaglia il boia?! O_o

martedì 29 dicembre 2009

La vita del Bucanieeeeeer!

Meno male che c'è il Natale, che ci offre l'occasione (o meglio la voglia) di rivedere un po' di filmini Disney.
Indubbiamente il più spassoso rimane Le avventure di Peter Pan, caratterizzato da uno strepitoso umorismo da cima a fondo. Eccone un pezzo. Amatemi.