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mercoledì 29 luglio 2009

La nostra gita preferita

Il treno da La Spezia ci mette pochissimo ad arrivare a Riomaggiore. Si viaggia circa un quarto d'ora in campagna, poi si attraversa una galleria e improvvisamente il mare è a strapiombo sulla nostra sinistra, la montagna altissima sulla destra.
Il treno arriva a Riomaggiore ma noi proseguiamo, perché a Riomaggiore c'è una spiaggia di enormi ciottoli che è troppo scomoda sia per camminare che per stendersi.

Scendiamo due minuti dopo nella nostra località preferita: Manarola, già ribattezzata The Pool. La marina di Manarola consiste di uno scivolo in cemento armato per le barchette, che viene giù ripidissimo tra due scogli altissimi. Dalla terrazza panoramica si vedono i due scogli che formano uno spazio protetto, dove l'acqua è subito profonda, che a noi appunto assomiglia a una piscina. Sugli scogli ci sono vari punti per stendersi, e per tuffarsi, comunque noi appoggiamo i teli sullo scivolo e andiamo subito in acqua, provvisti di occhialini. Scatta la ricerca del pesce inedito.


Dopo il primo bagno prendiamo le nostre cose e, camminando sul sentiero che collega Manarola a Corniglia, andiamo a Manarola B, come l'abbiamo rinominata. Lì ci sono ancora lo scivolo per le barchette e dei gradoni di cemento con tanto di ringhiere, che formano due terrazze. Infine c'è un minuscolo molo da cui tuffarsi, dove l'acqua è già molto alta. Qui il mare è più basso e più soleggiato, l'acqua è più calda, il fondale però è meno vario. A nuoto sembra di poter arrivare alla spiaggia di Guvano, dove dice ci siano i nudisti. A metà strada, però, cambiamo idea. Forse per paura dei nudisti?

Ripartiamo col treno e in 4 minuti arriviamo a Corniglia.
Un miniautobus scalcinato ci aspetta per portarci in paese, che dista dalla stazione un km di salita. Su questo autobus siamo gli unici italiani, oltre a due veneziani di Mestre. Gli altri sono americani, tedeschi e giapponesi. La stradina per arrivare in paese è molto panoramica, il mare luccica giù in basso, poi le solite immagini da greetings from Italy: bouganvillee, panni stesi, gatti al sole, motorini ormai antichi.
Scendiamo in piazzetta e ci avviamo subito alla marina. Il paese è piccolissimo e ombroso, pieno di stradine tortuose, il mare si vede a fatica. Il paese è sulla cima di un promontorio, e per arrivare alla marina c'è da fare un sentiero in discesa: per l'esattezza, si contano 377 scalini.

Arriviamo già col presentimento della fatica che faremo a risalire, ma subito ce ne dimentichiamo: il mare qui è incantevole, una ampia baia chiusa da montagne altissime, scogli larghi e piatti vicino all'acqua, e il solito molo in cemento da cui tuffarsi. Ci tuffiamo dal molo e attraversiamo a nuoto l'insenatura, fino alla riva coi ciottoli. Ci fermiamo a sedere sulla riva, c'è proprio un sasso a due posti che fa al caso nostro. Ripartiamo alla ricerca del pesce inedito, ma in realtà, dopo la prima visita alle Cinque Terre, diventa sempre più difficile trovare l'inedito.
Ci fermiamo a prendere il sole sul molo, giusto il tempo di riposarci dalla nuotata. Poi ci facciamo la doccia e, ancora gocciolanti e coi vestiti nella borsa, ripartiamo su quei fatidici 377 scalini: in 10 minuti ritorniamo alla piazzetta, senza aver sudato ma completamente asciutti.

Riprendiamo il minibus. Dal finestrino vedo un panorama che ha qualcosa di eterno, di assoluto: il sole molto alto conferisce al mare una apparenza di profondità estrema, mi sembra di guardare l'oceano. Mi fa venire voglia di mettere le ali per poter scendere giù a dritto dallo strapiombo fino al mezzo di quel luccichìo. Improvvisamente voglio tornare indietro, rimanere qui un mese intero.

Ale che ne dici se dopodomani torniamo?