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mercoledì 22 luglio 2009

Ancora a proposito di felicità (cfr. Appunti di Sutura)

Nel cd che ho aperto oggi per caso c'erano delle foto. Queste foto sono state scattate dal capofamiglia di una famiglia che non è la mia, un inverno di molti anni fa, quando la sua famiglia ha vissuto due eventi eccezionali in contemporanea: il trasloco nella nuova grande casa in collina e la prima nevicata ivi verificatasi dopo il trasloco.

Ci sono molte foto che ritraggono personaggi divertiti sotto la neve, uomini e donne intabarrati che indicano il cartello della località ("hai visto che quassù nevica?!", come a dire), alberi stecchiti bianchi e neri, la chiesetta avvolta nella nebbia, la valle sotto dove la neve non è arrivata, e poi ci sono le foto dentro casa. La mamma che prepara la torta, la nonna con il cane, i figli in posa con la mamma, il capofamiglia che accende il caminetto, il primo caminetto posseduto da quella famiglia. La casa è già abbastanza arredata, molti dei mobili sono nuovi, alcuni buchi vuoti verranno presto riempiti, i lampadari però mancano ancora tutti. Fuori fa freddo ma è un freddo nuovo, bello, emozionante; in casa si sta bene, si sta in compagnia, si fanno cose insieme, si ride, si è felici per la nuova casa.
Ho fatto un sogno, mentre guardavo queste foto. In questo sogno mi sono ricordata perché mi piace tanto l'inverno, perché mi piacevano tanto gli anni '80, ma che c'entra, direte voi. C'entra perché negli anni '80 io ero piccola, e quelle scene di quelle fotografie erano presenti spesso anche a casa mia.
Allora eravamo una famiglia che d'inverno stava bene; poi è arrivata l'estate, siamo diventati grandi (qualcuno vecchio, in verità), e ognuno ha preso la sua strada.

Homesick, 'cause I no longer know where home is...