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lunedì 24 gennaio 2011

L'arcana magia di Mozart

"Mozart non acquistò tra i contemporanei quell'immediato consenso europeo con il quale erano accolte le composizioni strumentali di Haydn [...] Questo fu certo dovuto al fatto che egli era morto troppo giovane [...] Ma non fu questa la sola ragione: un'altra, più profonda e sostanziale, era connaturata alla qualità della musica di Mozart che [...] era più difficile di quella di Haydn [...]: la pluralità dei temi impiegati negli Allegro, la costruzione dei temi che accostano idee e incisi diversi, le asimmetrie fraseologiche, [...] Ma queste e altre caratteristiche linguistiche, che non favorirono la rapida diffusione delle sue opere, sono il supporto della ricchezza e dell'incanto della sua scrittura.

Spiegare in che cosa consista questo incanto è arduo. [...] l'invenzione melodica con la sua eleganza e la sua essenzialità, e il suo raccordarsi con il ritmo, l'armonia e il gioco strumentale. [...] l'economia del procedere della sua musica. Mozart non è mai prolisso e non è mai troppo stringato, a meno che non lo richiedano i sentimenti che in quel momento esprime.
I sentimenti; la tavolozza espressiva di Mozart è sorprendentemente vasta. Un tempo si esaltava la sua divina leggerezza, l'ottimismo più sereno. Oggi che la sua produzione è conosciuta nella sua totalità sappiamo che egli nutriva la sua musica di opposte condizioni spirituali, e che all'ottimismo più sereno di alcune opere contrapponeva il pessimismo più tragico di altre, passando per un ventaglio di condizioni della mente e del cuore in cui trovano spazio malinconia e gaiezza, dottrina e abbandono, sagacia e ironia."

da "Nuova storia della musica", di Riccardo Allorto, Ricordi.

mercoledì 19 gennaio 2011

sabato 8 gennaio 2011

O che esisteva anche Bach?!

"Certo che la Virgi c'ha tutta quella distesa di libri di musica... Io invece c'ho sti tre quadernetti... Possibile che in dieci anni abbia realizzato così poco? Mah.

Ma... O cosa vedo lajù? Il libro degli spartiti delle Suites Inglesi di J. S. Bach?
E' mio?
E io le so suonare?

Aspetta, fammi un po' vedere quali son segnate... La 2?! TUTTA?! E anche la 3?! TUTTA ANCHE QUELLA?!Dé ma allora non era vero nulla, son proprio ganza! Anzi, ero proprio ganza... Ora in un paio d'ere geologiche potrei riuscire a riprendere tutto in mano...
Cominciamo dal preludio della seconda:"

sabato 20 novembre 2010

Brahms arriva quando meno te lo aspetti

Ieri sera concerto del pianista Niccolò Ronchi al Venerdì Musica dell'associazione Damaris di Pistoia. Indecisa se andare o meno (avevo avuta una giornata lunga ed estenuante), mi convinco a partire e a tornare a casa di filata per dormire quanto prima.

Il pianista è proprio bravo, non c'è che dire: riesce a mettere il giusto pathos in Chopin (obbligatorio), ottima pedalizzazione in Debussy (indispensabile), riesce perfino a farmi sopportare Liszt (che per me è come quando vado dal dentista: "speriamo finisca presto"). Inoltre il giovane (classe 1985) Niccolò ci regala diversi brani dal suo album, musica sullo stile di Giovanni Allevi, che io non apprezzo particolarmente, ma devo dire che alcune cose non mi hanno lasciato insoddisfatta (al contrario di quelle di Allevi, che perlopiù riescono a deludermi).

Dopo un "precipitato" di Prokofiev il pianista si prepara a regalarci qualche encore. Uno di Mozart, uno suo proprio, infine io penserei che abbia finito, e mi dico: "ora quando esce per la seconda volta mi infilo dietro a lui e scappo a casa. Che sonnooo!". Alla fine però non trovo il momento giusto, rimango a sedere, e Niccolò torna alla tastiera.

Ci offre la seguente spiegazione preventiva: "ho avuto dei contrattempi familiari e non sono riuscito a riprendere questo pezzo in mano ultimamente, è un bel po' che non lo suono, ma è anche il mio cavallo di battaglia. Mi verrà bene, ma non bene come potrebbe venirmi se lo riguardassi un minimo." Subito penso: "vabbè, allora suonaci qualcos'altro!, d'altra parte credo che nessuno qui sarebbe in grado di dirti che l'hai suonato male..."

Stupore, emozione, gioja (e anche un gridolino: "ohmammamia!!!") appena sento che quello che sta suonando è il secondo libro delle Variazioni su un Tema di Paganini di Brahms, le quali rappresentano il brano di musica classica da me più amato ed ascoltato in assoluto. Ne ho sentite decine di versioni, e solo una finora mi aveva completamente soddisfatto. Ma questa ultima versione che sto ascoltando la eguaglia sicuramente. Non trovo parole per descrivere l'emozione di quei dieci minuti.
Finisce di suonare e con le lacrime agli occhi prorompo in "Bravo! BRAVO!". Mi ritrovo commossa come non ero mai stata ad un concerto. Non avrei mai creduto che qualcuno potesse avere il coraggio di suonare questa musica così bella e importante come un encore, così, di soppiatto, alla fine. Mi ricorda un po' la storia delle nozze di Canaan.

E improvvisamente, m'è passato tutto il sonno.